Ieri, oggi e domani...al cinema
venerdì 11 febbraio 2011
Toni Servillo torna sul grande schermo
Una grande azienda agro-alimentare ramificata nei cinque continenti, quotata in Borsa, in continua espansione verso nuovi mercati e nuovi settori, quello che si dice un gioiellino. Il suo fondatore, Amanzio Rastelli, padre padrone dell’azienda, ha messo ai posti di comando i suoi parenti più stretti: il figlio, la nipote, più alcuni manager di provata fiducia - malgrado i loro studi si fermino al diploma in ragioneria. Un management inadeguato ad affrontare le sfide che pone il mercato. E infatti il gruppo s’indebita. Sempre di più. Non basta falsificare i bilanci, gonfiare le vendite, chiedere appoggio ai politici, accollare il rischio sui risparmiatori attraverso operazioni di finanza creativa sempre più ardite… La voragine è diventata troppo grande e si prepara a inghiottire tutto.
Tutti al mare è il nuovo film con Libero De Rienzo e sarà al cinema l’ 11 marzo.
La trama:
La trama:
Vincenzo Cerami e suo figlio Matteo firmano la sceneggiatura. Nel cast Marco Giallini, Gigi Proietti, Ilaria Occhini, Anna Bonaiuto insieme a Libero Di Rienzo, Francesco Montanari, Ambra Angiolini e Claudia Zanella.
In arrivo al cinema il nuovo film di Marco Bellocchio
Esce nelle sale il 16 marzo Sorelle Mai, il nuovo film di Marco Bellocchio, interpretato da Donatella Finocchiaro, Pier Giorgio Bellocchio e Alba Rohrwacher. L’origine del film risale all’esperienza di Bellocchio alla direzione dei corsi di Fare Cinema a Bobbio, città dove è nato e dove nel 1965 girò la sua folgorante opera d’esordio, I pugni in tasca.
Sorelle Mai racconta le vicende di Sara, giovane attrice in cerca di successo, di sua figlia Elena, bambina prima e poi adolescente, del fratello Giorgio e delle due zie. Sullo sfondo emerge la casa di famiglia di Bobbio, uno spazio evocativo in cui finiscono per intrecciarsi i destini di tutti.
Film del passato
Avete un film preferito degli anni passati? Non i soliti anni ottanta o novanta... Parlo di anni cinquanta, sessanta, di neorealismo e dolce vita.
Uno dei miei preferito è LADRI DI BICICLETTE, di Vittorio De Sica. Ecco la trama:
Roma, secondo dopoguerra: Antonio Ricci (Lamberto Maggiorani), un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare, però, deve possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di pietà, per cui la moglie, Maria deve impegnare le lenzuola per riscattarla. Sfortunatamente, proprio il primo giorno di lavoro, la bicicletta gli viene rubata mentre incolla un manifesto cinematografico. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente. Andato a denunciare il furto alla polizia, comprende che le forze dell'ordine non potranno aiutarlo nel ritrovare la bicicletta. Tornato a casa disperato e amareggiato, coinvolge nella ricerca un suo compagno di partito che mobiliterà i suoi colleghi netturbini che all'alba, insieme a lui ed a suo figlio Bruno,[1] che pure così piccolo lavora ad un distributore di benzina, andranno a cercarla a Piazza Vittorio prima e a Porta Portese[2] poi, dove tradizionalmente allora, e dicono anche oggi, andavano a finire le cose rubate.
Ma non c'è niente da fare, la bicicletta ormai smembrata nelle sue parti non si trova. Per la disperazione Antonio si rivolgerà persino ad una "santona", una sorta di veggente, che accoglie nella sua casa una varia umanità afflitta e disgraziata. Il responso sibillino della santona è quasi una presa giro: «O la trovi subito o non la trovi più».
A Porta Portese un vecchio barbone viene visto da Antonio insieme al ladro, che subito si dilegua. Anche il vecchio vuole sfuggire a Maggiorani che lo segue sino ad una mensa dei poveri dove dame di carità della pia borghesia romana distribuiscono minestra e funzioni religiose agli affamati. Antonio costringe il barbone a farsi dare il recapito del ladro ma è solo per caso che s'imbatte in lui in un rione malfamato dove tutta la delinquenza locale sostiene il ladro minacciando la vittima del furto. Anche il "buon carabiniere" – figura tipica e popolare dell'uomo giusto e benevolo – chiamato, vista la malaparata per il padre, da Bruno, in mancanza di testimoni, non può fare alcunché per arrestare il ladro.
Stravolti dalla stanchezza Antonio e Bruno aspettano l'autobus per tornare a casa quando il padre vede una bicicletta incustodita che tenterà di rubare ma sarà subito fermato e aggredito dalla folla. Solo il pianto disperato di Bruno, che muove a pietà i presenti, gli eviterà il carcere.
Il film si chiude sul mesto ritorno, mentre si sta facendo notte a Roma, di Bruno che stringe la mano del padre per consolarlo.
Ma le pellicole sono tante...IL GATTOPARDO, LA DOLCE VITA, SCISCIà, VULCANO, I VITELLONI, LA STRADA, AMARCORD...solo per citarne alcune...
Uno dei miei preferito è LADRI DI BICICLETTE, di Vittorio De Sica. Ecco la trama:
Roma, secondo dopoguerra: Antonio Ricci (Lamberto Maggiorani), un disoccupato, trova lavoro come attacchino comunale. Per lavorare, però, deve possedere una bicicletta e la sua è impegnata al Monte di pietà, per cui la moglie, Maria deve impegnare le lenzuola per riscattarla. Sfortunatamente, proprio il primo giorno di lavoro, la bicicletta gli viene rubata mentre incolla un manifesto cinematografico. Antonio rincorre il ladro, ma inutilmente. Andato a denunciare il furto alla polizia, comprende che le forze dell'ordine non potranno aiutarlo nel ritrovare la bicicletta. Tornato a casa disperato e amareggiato, coinvolge nella ricerca un suo compagno di partito che mobiliterà i suoi colleghi netturbini che all'alba, insieme a lui ed a suo figlio Bruno,[1] che pure così piccolo lavora ad un distributore di benzina, andranno a cercarla a Piazza Vittorio prima e a Porta Portese[2] poi, dove tradizionalmente allora, e dicono anche oggi, andavano a finire le cose rubate.
Ma non c'è niente da fare, la bicicletta ormai smembrata nelle sue parti non si trova. Per la disperazione Antonio si rivolgerà persino ad una "santona", una sorta di veggente, che accoglie nella sua casa una varia umanità afflitta e disgraziata. Il responso sibillino della santona è quasi una presa giro: «O la trovi subito o non la trovi più».
A Porta Portese un vecchio barbone viene visto da Antonio insieme al ladro, che subito si dilegua. Anche il vecchio vuole sfuggire a Maggiorani che lo segue sino ad una mensa dei poveri dove dame di carità della pia borghesia romana distribuiscono minestra e funzioni religiose agli affamati. Antonio costringe il barbone a farsi dare il recapito del ladro ma è solo per caso che s'imbatte in lui in un rione malfamato dove tutta la delinquenza locale sostiene il ladro minacciando la vittima del furto. Anche il "buon carabiniere" – figura tipica e popolare dell'uomo giusto e benevolo – chiamato, vista la malaparata per il padre, da Bruno, in mancanza di testimoni, non può fare alcunché per arrestare il ladro.
Stravolti dalla stanchezza Antonio e Bruno aspettano l'autobus per tornare a casa quando il padre vede una bicicletta incustodita che tenterà di rubare ma sarà subito fermato e aggredito dalla folla. Solo il pianto disperato di Bruno, che muove a pietà i presenti, gli eviterà il carcere.
Il film si chiude sul mesto ritorno, mentre si sta facendo notte a Roma, di Bruno che stringe la mano del padre per consolarlo.
Ma le pellicole sono tante...IL GATTOPARDO, LA DOLCE VITA, SCISCIà, VULCANO, I VITELLONI, LA STRADA, AMARCORD...solo per citarne alcune...
Da oggi in sala...
Come ogni venerdì che si rispetti, il cinema si popola di nuove uscite. Tra le principali: Gianni e le Donne, Burlesque, Senna, Il Truffacuori, Rabbit Hole, Into Paradiso...Io di sicuro non voglio perderi questi tre:
GIANNI E LE DONNE:
Gianni, sessant'anni ben portati, è un uomo normale, diciamo così. Ha una natura mite e un'immensa capacità di sopportazione. E' al servizio di sua moglie che lavora e ha mille impegni, della figlia che adora, del fidanzato della figlia, giovane nullafacente che si è piazzato in casa e che ormai lui ama come un figlio, del cane, del gatto. Dulcis in fundo, c'è sua madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma facendo allegra finanza, con badanti che vanno e vengono. La sua vitarella scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche, del resto è in baby pensione e di tempo ne ha fin troppo. Un giorno, l'amico Alfonso gli fa aprire gli occhi...
IL TRUFFACUORI:
Romain Duris è Alex, un uomo affascinante che in coppia con la sorella fa in modo - a pagamento - che le donne riescano a sbarazzarsi di un fidanzato violento o di un cattivo marito. Quando riceve da un ricco signore l'incarico di impedire le nozze di sua figlia, la situazione è complicata dal fatto che ha solo una settimana di tempo per riuscirci...
BURLESQUE:
Tess, ex ballerina e proprietaria di un teatro Burlesque, è costretta a combattere ogni giorno per tenere aperta la vecchia sala, affrontando problemi finanziari e artistici di ogni genere. Con i membri della troupe sempre più occupati dai loro problemi personali e la minaccia di un ricco uomo d'affari che vorrebbe mettere le mani sull'immobile, la buona sorte sembra avere abbandonato di colpo Tess. Nel frattempo, Ali, giovane ragazza di provincia in fuga del suo passato e assunta da Tess come cameriera s'innamora dell'arte del Burlesque e riesce ben presto a coronare il suo sogno di salire sul palco come ballerina.
GIANNI E LE DONNE:
Gianni, sessant'anni ben portati, è un uomo normale, diciamo così. Ha una natura mite e un'immensa capacità di sopportazione. E' al servizio di sua moglie che lavora e ha mille impegni, della figlia che adora, del fidanzato della figlia, giovane nullafacente che si è piazzato in casa e che ormai lui ama come un figlio, del cane, del gatto. Dulcis in fundo, c'è sua madre, novantenne nobildonna decaduta, che si ostina a vivere nella vecchia villa alle porte di Roma facendo allegra finanza, con badanti che vanno e vengono. La sua vitarella scorre monotona fra commissioni, passeggiate con il cane e faccende domestiche, del resto è in baby pensione e di tempo ne ha fin troppo. Un giorno, l'amico Alfonso gli fa aprire gli occhi...
IL TRUFFACUORI:
Romain Duris è Alex, un uomo affascinante che in coppia con la sorella fa in modo - a pagamento - che le donne riescano a sbarazzarsi di un fidanzato violento o di un cattivo marito. Quando riceve da un ricco signore l'incarico di impedire le nozze di sua figlia, la situazione è complicata dal fatto che ha solo una settimana di tempo per riuscirci...
BURLESQUE:
Tess, ex ballerina e proprietaria di un teatro Burlesque, è costretta a combattere ogni giorno per tenere aperta la vecchia sala, affrontando problemi finanziari e artistici di ogni genere. Con i membri della troupe sempre più occupati dai loro problemi personali e la minaccia di un ricco uomo d'affari che vorrebbe mettere le mani sull'immobile, la buona sorte sembra avere abbandonato di colpo Tess. Nel frattempo, Ali, giovane ragazza di provincia in fuga del suo passato e assunta da Tess come cameriera s'innamora dell'arte del Burlesque e riesce ben presto a coronare il suo sogno di salire sul palco come ballerina.
Arriva Boris-Il Film...e non si tratta di uno scherzo!
Uscirà nelle sale all’inizio il 1 Aprile, e si spera non sia uno scherzo, l’attesissimo Boris – Il Film. La pellicola scritta e diretta da Massimo Ciarrapico, Mattia Torre e Luca Vendruscolo, è tratta dalla fortunata serie televisiva andata in onda su Fox, canale di Sky. Nel cast: Francesco Pannofino, Andrea Sartoretti, Pietro Sermonti, Alessandro Tiberi, Giorgio Tirabassi, Caterina Guzzanti, Carolina Crescentini, Luca Amorosino, Valerio Aprea, Ninni Bruschetta, Paolo Calabresi, Antonio Catania, Massimo De Lorenzo, Carlo De Ruggieri, Alberto Di Stasio, Roberta Fiorentini.
Il regista René Ferretti molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola.
Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris Il Film” mette a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità. E la Grande Commedia incombe.
Il regista René Ferretti molla la brutta fiction tv che ha fatto per anni e tenta il grande salto: un film d’autore, per il cinema. Insomma, la libertà artistica dopo una carriera asservita al conservatorismo televisivo. Ma il mondo del cinema con i suoi snobismi può essere perfino peggio di quello della tv. Soprattutto per una troupe, quella di Ferretti, a dir poco estranea all’Arte con la “a” maiuscola.
Tra cinematografari snob, attrici nevrotiche, sceneggiatori modaioli, eroinomani, squali e improvvisati vari, “Boris Il Film” mette a nudo un mondo, quello del cinema italiano, che aspira a una nuova giovinezza e vive invece solo una perenne immaturità. E la Grande Commedia incombe.
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